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23 marzo 2026

Ad Abbiategrasso succede anche questo

Ad Abbiategrasso succede anche questo: il consigliere comunale e avvocato Francesco Catania ha presentato un'interrogazione consiliare con la quale chiede chiarimenti sulla decisione della Giunta di costituirsi parte civile nel procedimento penale in rito ordinario scaturito dall'inchiesta Hydra.

Peccato che in quello stesso processo, aperto il 19 marzo scorso, l’avvocato Catania difenda un imputato, Diego Cislaghi, anche lui di Abbiategrasso, accusato dalla Direzione distrettuale antimafia milanese di essere esponente mafioso della Provincia di Trapani, nell’ambito della quale opera il Mandamento di Castelvetrano (riconducibile all’ex latitante Matteo Messina Denaro). Cislaghi viene accusato di essere l’uomo di fiducia ed autista di Paolo Aurelio Errante Parrino, referente nell’area lombarda del Mandamento di Castelvetrano. Catania chiede se l'Amministrazione consideri le affermazioni presenti nell'atto d’accusa della procura milanese, come mere ipotesi accusatorie da verificare o come fatti rispondenti a realtà, esprimendo, sotto traccia, la preoccupazione che possa venire meno il rispetto della presunzione di innocenza. Nell'interrogazione, poi, cita testualmente il capo di imputazione del procedimento, che menziona esplicitamente il Sindaco e altri esponenti della politica abbiatense. Riporta che il decreto di citazione a giudizio attribuisce a Paolo Errante Parrino di aver intrattenuto "perduranti e confidenziali rapporti" con Cesare Francesco Nai, Francesco Chillico e Fulvio Lovati, allora consiglieri comunali.

Catania sottolinea che l'inchiesta fa riferimento a presunte dinamiche di "permeabilità politico-istituzionale", che avrebbero coinvolto direttamente l'amministrazione locale e sembra proprio in virtù di questo coinvolgimento, il consigliere chiede chiarimenti sulla scelta della Giunta di costituirsi parte civile e su come questa decisione si concili con la tutela del decoro e dell'imparzialità dell'Ente. Catania si chiede e chiede se Errante Parrino sia stato trattato dall'Ente e dai suoi amministratori come un qualsiasi altro cittadino e chiede all’Amministrazione di esprimersi sulla colpevolezza o meno prima ancora che termini il dibattimento.

La situazione è parecchio delicata e mi piacerebbe capire quale battaglia politica stia intraprendendo l’avvocato Catania. Il conflitto di interesse nel momento in cui si è espresso contro la costituzione di parte civile era, secondo me, evidente.

Mi piacerebbe anche capire, ma in questo caso proprio non mi compete, quale linea difensiva stia tenendo il consigliere Catania.

Sapere se questo comportamento sia deontologicamente corretto. Anche perché, in linea teorica, questo doppio incarico, in due aule diverse e forse intercambiabili, potrebbe, anche rischiare di pregiudicare la linea difensiva che il suo cliente vuole tenere.